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Telefono bloccato dopo la morte: il contatto erede su Apple, Google e Facebook

8 min di lettura · Aggiornato il 19 ottobre 2026

Nessun fornitore sblocca il telefono di una persona morta: né Apple né Google forniscono il codice di un dispositivo, e le richieste dei familiari riguardano i dati dell’account, non lo schermo. L’unica strada che funziona davvero si imposta prima, in dieci minuti: il Contatto erede sull’iPhone, la Gestione account inattivo su Google, il contatto erede su Facebook. Questa guida descrive i tre percorsi schermata per schermata e, per chi arriva tardi, cosa prevedono le procedure ufficiali, con quali documenti e con quale risultato. Non è una consulenza legale: per una richiesta contestata la persona giusta è un avvocato.

Perché il telefono è il primo muro

Il telefono bloccato non chiude solo le foto. Chiude l’app della banca, l’email dove arrivano le comunicazioni delle assicurazioni, la rubrica con il numero del commercialista e, soprattutto, gli SMS con i codici di conferma che ogni servizio manda quando si prova a recuperare una password. La cifratura dei telefoni moderni è progettata senza porta di servizio: il produttore non ha il codice e non può crearne uno.

Le funzioni descritte qui non aprono il telefono. Danno accesso ai dati dell’account che il telefono sincronizzava nel cloud, che è quasi sempre quello che serve: foto, messaggi, note, file, contatti, posta. E vanno impostate dal titolare, prima. Se stai leggendo per un genitore ancora vivo, i tre percorsi seguenti si fanno insieme in un pomeriggio; se stai leggendo dopo, salta alla parte “se non è stato fatto”.

Apple: come si imposta il Contatto erede

Il Contatto erede è la persona a cui Apple consente l’accesso ai dati dell’Apple Account dopo la morte del titolare. Serve un iPhone con iOS 15.2 o successivo (o iPad e Mac di pari generazione) e l’autenticazione a due fattori attiva; il contatto deve avere più di 13 anni. Il percorso, schermata per schermata:

  1. Apri Impostazioni e tocca il tuo nome in alto, la riga con la foto dell’account.
  2. Tocca “Accesso e sicurezza”, poi “Contatto erede”.
  3. Tocca “Aggiungi contatto erede” e scegli una persona dal gruppo Famiglia o dalla rubrica. Puoi indicarne più di una.
  4. Scegli come consegnare la chiave di accesso: via iMessage, se la persona ha un dispositivo Apple, oppure stampata, da conservare su carta. La chiave è un codice lungo: senza, il contatto erede non può fare nulla.
  5. Di’ alla persona che l’hai indicata, e dove sta la chiave stampata se hai scelto la carta.

Dopo il decesso, il contatto erede va su digital-legacy.apple.com (o passa dalle impostazioni del proprio dispositivo), inserisce la chiave di accesso e carica il certificato di morte. Apple verifica e, se approva, gli assegna un account speciale con cui accedere ai dati per tre anni dalla prima approvazione, dopo di che l’account viene eliminato definitivamente. Viene rimosso anche il Blocco attivazione dai dispositivi, che così si possono inizializzare e riusare. Sono compresi foto, messaggi, note, file e backup; sono esclusi i dati del Portachiavi iCloud, cioè password, passkey e carte di pagamento, e gli acquisti di film, musica, libri e abbonamenti.

Google: come si imposta la Gestione account inattivo

La Gestione account inattivo è lo strumento con cui il titolare di un Account Google decide cosa succede ai suoi dati se smette di usarlo per un certo periodo. Non è pensata solo per la morte, ma è l’unica funzione di Google che consegna i dati a qualcun altro in automatico. Si imposta dal computer o dal telefono:

  1. Vai su myaccount.google.com, sezione “Dati e privacy”, e cerca “Crea un piano per la tua eredità digitale”, oppure apri direttamente myaccount.google.com/inactive.
  2. Scegli il periodo di attesa: quanti mesi senza alcuna attività devono passare prima che il piano scatti. Google avvisa il titolare via email e SMS prima della scadenza, così un periodo di semplice disuso non fa partire nulla.
  3. Indica fino a 10 persone fidate, con la loro email e un numero di telefono, e per ciascuna scegli quali dati potranno scaricare: Gmail, Drive, Foto, YouTube e gli altri servizi, uno per uno.
  4. Se vuoi, imposta una risposta automatica di Gmail per chi ti scriverà dopo, e decidi se l’account va eliminato una volta consegnati i dati.
  5. Conferma il piano. Chi hai indicato riceverà, solo dopo il periodo di inattività, una email con un link per scaricare i dati che hai scelto.

Due limiti da sapere. Il piano scatta solo se l’account resta davvero inattivo: se un familiare continua ad accedere con la password, il conto alla rovescia riparte. E i dati arrivano come archivio da scaricare, non come accesso all’account: la persona fidata non entrerà nella Gmail del defunto, riceverà una copia della posta.

Facebook e Instagram: il contatto erede e l’account commemorativo

Su Facebook il contatto erede è la persona che gestirà il profilo una volta reso commemorativo, cioè trasformato in una pagina di ricordo che nessuno può più usare per accedere. Si imposta dalle impostazioni dell’account, alla voce Commemorazione, scegliendo un amico di Facebook; Meta gli manda un messaggio, che puoi modificare, per avvisarlo. Il percorso esatto nei menu cambia con le versioni dell’app, ma la voce da cercare è sempre “Commemorazione” o “Contatto erede”.

Cosa può fare il contatto erede: fissare un post in cima al profilo, per esempio l’annuncio del funerale; rispondere alle nuove richieste di amicizia; cambiare la foto del profilo e di copertina; chiedere la rimozione dell’account. Cosa non può fare: accedere all’account, leggere i messaggi privati, rimuovere amici o vecchi post. Instagram ha la stessa distinzione fra account commemorativo e rimozione, ma senza un contatto erede da nominare prima: si procede solo con la richiesta dei familiari.

Se non è stato fatto: cosa prevedono le procedure ufficiali

Quando il titolare non ha impostato nulla, ogni fornitore ha una procedura per i familiari. Nessuna sblocca il dispositivo né consegna la password; tutte chiedono documenti, valutano caso per caso e rispondono in settimane. Per ciascuna: a chi è rivolta, cosa serve, cosa si ottiene.

  • Apple, senza contatto erede. Si chiede l’accesso all’Apple Account di un familiare deceduto dalla pagina dedicata di Apple: servono il certificato di morte e, in molti casi, documentazione legale ulteriore, fino a un provvedimento del tribunale che riconosca il richiedente come erede o rappresentante e autorizzi l’accesso. In alternativa si può chiedere solo la rimozione del Blocco attivazione, per riusare il dispositivo vuoto, o la chiusura dell’account. I dati del Portachiavi restano comunque esclusi.
  • Google, senza Gestione account inattivo. Il modulo “Inviare una richiesta relativa all’account di un utente deceduto” offre tre strade: chiudere l’account, ottenere i fondi presenti (per esempio su Google Pay), ottenere i dati. Google dichiara che non fornisce mai password né credenziali, che valuta ogni caso singolarmente e che per i dati può chiedere ulteriori documenti, tradotti, e in alcune giurisdizioni un ordine del tribunale. Nel frattempo l’account si può segnalare come da chiudere per evitare usi impropri.
  • Facebook e Instagram, senza contatto erede. Chiunque può chiedere la commemorazione del profilo con una prova del decesso, per esempio un necrologio o il certificato di morte. La rimozione completa la possono chiedere solo i familiari stretti, con certificato di morte e un documento che provi la parentela o il ruolo di rappresentante. In entrambi i casi non si ottiene l’accesso all’account.
  • Il telefono in sé. Un iPhone con Blocco attivazione, o un Android con la protezione da ripristino, non si può nemmeno riutilizzare senza le credenziali del titolare: la rimozione passa dalle richieste sopra, con certificato di morte e prova di acquisto. I dati che stavano solo sul dispositivo e non nel cloud non si recuperano.

Cosa fare nel frattempo, nei primi giorni

  • Non disdire la SIM. Sul numero del defunto arrivano i codici di verifica di banca, email e servizi: chiedi all’operatore di tenerla attiva o volturarla a un familiare finché le pratiche non sono chiuse.
  • Non provare il codice a caso. Dopo troppi tentativi sbagliati l’iPhone si disabilita e, se era attiva l’opzione di inizializzazione, cancella tutto. Su Android il rischio è analogo.
  • Cerca il computer. Se il genitore usava un Mac o un PC con la sessione aperta o un gestore di password, spesso è la via più semplice per arrivare all’email principale, da cui si recupera il resto.
  • Guarda tra le carte. Molte persone anziane tengono i codici scritti in un’agenda, dietro una foto, in un cassetto: prima di scrivere ad Apple, vale una ricerca sistematica, con il consenso degli altri familiari.
  • Avvia subito le richieste formali. Richiedono settimane: non aspettare di aver esaurito i tentativi in casa.

Un pomeriggio per tre impostazioni

I tre percorsi insieme richiedono meno di mezz’ora, e sono il tipo di cosa che si fa volentieri con un genitore: si sceglie chi, si stampa una chiave, si legge insieme cosa succederebbe. Poi si scrive su un foglio a parte il codice del telefono e si mette in una busta chiusa, in un posto diverso da quello dove sta l’elenco degli account. Da quel momento il telefono bloccato smette di essere un muro e diventa un oggetto come gli altri.

Domande frequenti

Apple può sbloccare l’iPhone di una persona morta?

No. Apple non fornisce il codice di sblocco e non può aggirare la cifratura. Può dare accesso ai dati dell’Apple Account a un contatto erede designato prima, con chiave di accesso e certificato di morte, oppure valutare una richiesta dei familiari con documentazione legale, e rimuovere il Blocco attivazione per riusare il dispositivo.

Per quanto tempo il contatto erede Apple può accedere ai dati?

Per tre anni dalla prima approvazione della richiesta; poi l’account viene eliminato definitivamente. Nel frattempo i dati si possono scaricare da iCloud.com o da un dispositivo Apple.

Cosa riceve la persona indicata nella Gestione account inattivo di Google?

Dopo il periodo di inattività scelto dal titolare, una email con l’elenco dei dati che le sono stati assegnati e un link per scaricarli. Non riceve la password e non entra nell’account.

Cosa può fare il contatto erede su Facebook?

Gestire il profilo commemorativo: fissare un post, cambiare la foto del profilo e di copertina, rispondere alle richieste di amicizia e chiedere la rimozione dell’account. Non può accedere all’account né leggere i messaggi.

Cosa possono fare i familiari se non era stato impostato nulla?

Presentare le richieste ufficiali: ad Apple con certificato di morte e documentazione legale, a Google con il modulo per l’account di un utente deceduto, a Meta per la commemorazione o la rimozione. Si ottengono al più i dati o la chiusura, mai la password né lo sblocco del telefono.

Devo disdire subito la SIM del defunto?

Meglio di no: sul numero arrivano i codici di conferma di banca ed email che servono per le altre pratiche. Chiedi all’operatore di tenerla attiva o volturarla finché non hai chiuso gli accessi digitali.

Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza legale, fiscale o notarile. Le procedure possono variare da caso a caso: per la tua situazione rivolgiti a un notaio, un avvocato o un commercialista.

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