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Cosa fare quando muore un familiare: i primi giorni

6 min di lettura · Aggiornato il 18 settembre 2026

Quando muore una persona cara, la burocrazia arriva subito, prima ancora che ci sia lo spazio per il dolore. Questa guida elenca in ordine le cose da fare nei primi giorni e nelle prime settimane, con i termini da tenere presenti. Non è una consulenza legale: per le decisioni sull’eredità rivolgiti a un notaio, a un avvocato o a un commercialista.

Le prime 24 ore: constatazione del decesso e denuncia di morte

Se il decesso avviene in casa, la prima chiamata è al medico curante o alla guardia medica, che constata il decesso e compila il certificato. Se avviene in ospedale o in una struttura, se ne occupa il personale sanitario. In entrambi i casi interviene poi il medico necroscopo, che accerta la morte a distanza di alcune ore e rilascia il certificato necessario per il seguito.

La denuncia di morte va fatta all’ufficiale di stato civile del comune in cui è avvenuto il decesso, di norma entro 24 ore. In pratica la presenta quasi sempre l’agenzia di onoranze funebri, o la direzione della struttura sanitaria, per conto della famiglia. Da quella dichiarazione nasce l’atto di morte, da cui il comune rilascia il certificato e l’estratto che ti serviranno in ogni pratica successiva.

Chiedi fin da subito più copie del certificato di morte: banche, assicurazioni, INPS, datore di lavoro e gestori delle utenze ne vogliono in genere una ciascuno. Molti certificati si ottengono anche online dall’Anagrafe nazionale, ma nei primi giorni averne qualche copia in mano evita di dover tornare allo sportello.

Il funerale: scelte e permessi

L’agenzia funebre si occupa in genere di tutte le autorizzazioni: il permesso di seppellimento o il nulla osta alla cremazione rilasciati dal comune, il trasporto, il rapporto con il cimitero. Sta a te decidere sepoltura o cremazione, il tipo di cerimonia e dove riposeranno le ceneri, se la persona non lo ha lasciato scritto.

Per la cremazione serve una manifestazione di volontà: un testamento, l’iscrizione a un’associazione riconosciuta o, in mancanza, una dichiarazione del coniuge o dei parenti più prossimi. È uno dei momenti in cui una volontà lasciata per iscritto risparmia discussioni: se il defunto aveva espresso preferenze, cercale prima di fissare la cerimonia.

Conserva le fatture del funerale. Le spese funebri sono in parte detraibili nella dichiarazione dei redditi di chi le ha sostenute, entro il limite previsto dalla legge, e alcune banche accettano di pagarle direttamente dal conto del defunto anche se bloccato, su presentazione della fattura.

Chi avvisare nella prima settimana

  • Il datore di lavoro, se la persona lavorava: spettano ai familiari le ultime retribuzioni, il TFR e le eventuali indennità.
  • L’INPS o l’ente previdenziale, se percepiva una pensione: le rate accreditate dopo il decesso vanno restituite, mentre il coniuge e i figli a carico possono chiedere la pensione ai superstiti.
  • Le banche e le Poste dove aveva conti, depositi o titoli: dalla comunicazione del decesso i rapporti vengono bloccati.
  • Le compagnie assicurative: polizze vita, infortuni, auto, casa.
  • Il medico di base e l’ASL, per chiudere l’assistenza e restituire eventuali ausili o presidi.
  • Il commercialista o il consulente di fiducia, che conosce già la situazione fiscale.
  • L’amministratore di condominio e l’eventuale locatore o inquilino.

Conti, utenze e contratti

Il conto corrente intestato al defunto viene bloccato dalla banca appena riceve la comunicazione: le deleghe decadono e gli addebiti automatici si fermano. Per sbloccarlo gli eredi devono presentare i documenti che la banca richiede, di norma il certificato di morte, una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà e la prova che la dichiarazione di successione è stata presentata o non è dovuta. Nel frattempo bollette e rate vanno seguite a mano.

Le utenze di luce, gas, acqua, telefono e internet vanno volturate a chi continua a vivere nella casa oppure cessate. Servono in genere il certificato di morte e il codice cliente, che si trova su una bolletta. Vale lo stesso per il canone RAI, la TARI e gli abbonamenti digitali: ogni contratto non chiuso continua a generare costi.

Per l’auto e la moto, il passaggio di proprietà agli eredi si fa al PRA tramite l’ACI o un’agenzia di pratiche auto, dopo l’accettazione dell’eredità. Nel frattempo controlla che assicurazione e bollo restino in regola se il veicolo circola.

Agenzia delle Entrate: la dichiarazione di successione

La dichiarazione di successione va presentata all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla data del decesso, in via telematica, da uno degli eredi o tramite un intermediario come un commercialista, un CAF o un notaio. Elenca i beni e i debiti del defunto e serve a calcolare le eventuali imposte. Se ci sono immobili, con la stessa dichiarazione si chiede la voltura catastale.

In alcuni casi la dichiarazione non è dovuta: in genere quando l’eredità va al coniuge e ai parenti in linea retta, non comprende immobili e il suo valore non supera la soglia prevista dalla legge. Sono condizioni da verificare con chi ti segue, perché sbagliare costa tempo e sanzioni.

Gli eredi presentano anche l’ultima dichiarazione dei redditi per conto del defunto e rispondono di eventuali imposte arretrate. Se si sospetta che i debiti superino i beni, esistono l’accettazione con beneficio d’inventario e la rinuncia all’eredità: sono scelte con effetti giuridici, da prendere con un notaio o un avvocato, e alcune hanno termini stretti.

Il testamento: dove cercarlo e cosa farne

Se esiste un testamento pubblico, lo conserva il notaio che lo ha ricevuto. Un testamento olografo, scritto a mano, può essere ovunque: in un cassetto, in una cassetta di sicurezza, presso un amico o depositato da un notaio. Chi lo trova deve portarlo a un notaio per la pubblicazione: solo da quel momento può essere usato nelle pratiche.

Se non sai se esiste, puoi rivolgerti al Consiglio Notarile del distretto o chiedere una ricerca nel Registro Generale dei Testamenti. Ed è proprio questo il punto: la ricerca del testamento è spesso la prima di molte ricerche che una famiglia si trova a fare, e nessuna è ovvia.

Perché tutto è più semplice se qualcuno ha lasciato una mappa

Ogni passaggio di questa lista richiede un documento, un codice o un contatto: il numero della polizza, la filiale della banca, il codice cliente della bolletta, il nome del commercialista. Quando la persona non li ha scritti da nessuna parte, la famiglia li ricostruisce cercando nella posta, nel telefono bloccato, nelle email che non riesce ad aprire.

Puoi risparmiare questo lavoro a chi ami con un’ora di tempo: un elenco di dove si trovano le cose, tenuto aggiornato, in un posto che almeno una persona conosce. Non deve essere perfetto. Deve solo esistere, ed essere trovato nel momento in cui serve.

Domande frequenti

Entro quanto tempo va fatta la denuncia di morte?

Di norma entro 24 ore dal decesso, all’ufficiale di stato civile del comune in cui è avvenuto. In pratica se ne occupa quasi sempre l’agenzia funebre o la struttura sanitaria per conto della famiglia.

Entro quando va presentata la dichiarazione di successione?

Entro 12 mesi dalla data del decesso, all’Agenzia delle Entrate, per via telematica. In alcuni casi di eredità di valore contenuto tra parenti stretti e senza immobili non è dovuta: verificalo con un commercialista.

Chi paga il funerale se il conto è bloccato?

Le spese le anticipa in genere un familiare. Molte banche accettano di pagare la fattura del funerale direttamente dal conto del defunto, anche se bloccato: chiedilo in filiale prima di anticipare.

Cosa succede alla pensione dopo la morte?

Le rate accreditate dopo il decesso vanno restituite all’INPS. Il coniuge e i figli a carico possono presentare domanda di pensione ai superstiti, e gli eredi possono chiedere i ratei maturati e non riscossi.

Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza legale, fiscale o notarile. Le procedure possono variare da caso a caso: per la tua situazione rivolgiti a un notaio, un avvocato o un commercialista.

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