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Le 40 cose che una famiglia deve poter trovare (e il test dell’ora)

9 min di lettura · Aggiornato il 19 ottobre 2026

Le cose che una famiglia deve poter trovare, il giorno in cui una persona non può più rispondere, sono una quarantina: documenti, contratti, contatti, accessi, chiavi e volontà. Non servono tutte subito e non devono stare nello stesso posto: devono essere trovabili. Qui trovi l’elenco completo, raggruppato per categoria, con una riga su perché ciascuna serve e dove di solito si nasconde. In fondo c’è un test: quante di queste sapresti trovare in un’ora, senza chiedere a nessuno? È la pagina da mandare a un fratello o a una sorella, così potete rispondere in due.

Perché quaranta, e perché «trovare» e non «avere»

Quasi tutte queste cose esistono già in ogni casa. Il rogito è da qualche parte, la polizza anche, il commercialista ha un nome. Il problema non è averle: è che il posto lo sa una persona sola, e ogni pratica dei primi mesi dopo un decesso, un ricovero o un incidente comincia con qualcuno che cerca. Il conto resta bloccato finché non si trovano i documenti; la polizza resta dormiente finché nessuno sa che c’è; il telefono resta chiuso finché nessuno conosce il codice.

Quaranta è il numero che esce contando quello che banche, Agenzia delle Entrate, compagnie, comune, datore di lavoro e gestori chiedono davvero a una famiglia, più le cose che nessun ente chiede ma che una famiglia vuole trovare: le chiavi, le lettere, il nome del veterinario. Per ognuna bastano tre informazioni: che esiste, dove sta, chi la può aprire. Le cifre e le password non servono in questa lista, e vedremo perché.

Identità e stato civile (1–5)

  1. Carta d’identità e passaporto — servono per ogni pratica e per chiudere quelle a nome della persona; di solito nel portafoglio e in un cassetto della camera. Segna le scadenze.
  2. Codice fiscale e tessera sanitaria — li chiedono banca, Agenzia delle Entrate, compagnie e ospedale; nel portafoglio, ma vale la pena scriverlo per esteso nella guida.
  3. Atti di stato civile: nascita, matrimonio, eventuale separazione o divorzio — determinano chi eredita e cosa spetta al coniuge; il comune li rilascia, ma sapere in quale comune e con quali date risparmia settimane.
  4. Patente e libretti dei veicoli — per il passaggio di proprietà agli eredi e per non lasciare un’auto scoperta; nel portafoglio e nel cassetto dell’auto.
  5. Cittadinanza, permesso di soggiorno o documenti esteri, se ci sono — le pratiche cambiano e i tempi anche; spesso in una cartellina a parte, spesso l’unica copia.

Le persone da chiamare (6–10)

  1. Il medico di base e lo specialista che segue le terapie in corso — per le prime ore e per chiudere l’assistenza; nel telefono, che però è bloccato: vanno scritti altrove.
  2. Il notaio — custodisce testamento pubblico e atti, e sa se esiste un testamento depositato; il suo nome è sui rogiti, ma raramente in un posto dove i figli guardano.
  3. Il commercialista o il CAF — conosce redditi, conti, partita IVA e scadenze; è la persona che accorcia di più la dichiarazione di successione.
  4. L’avvocato, il consulente finanziario, l’agente assicurativo — ognuno sa un pezzo che gli altri non sanno; nomi e telefoni, con una riga su «per che cosa».
  5. L’amministratore di condominio e la persona che ha una copia delle chiavi di casa — per entrare, per le spese comuni, per chi deve intervenire subito.

Il denaro (11–18)

  1. Ogni banca e ogni filiale, con il tipo di rapporto e se è cointestato — è il primo elenco che gli eredi ricostruiscono, a volte chiedendolo all’Agenzia delle Entrate; sugli estratti conto, nella posta, nelle app.
  2. I conti online, le carte prepagate e le piattaforme di investimento — non arrivano lettere e non passano sempre dai registri italiani: se non sono scritti, non esistono.
  3. Dossier titoli, fondi, gestioni patrimoniali — servono per la dichiarazione di successione e per non lasciare investimenti fermi; nella rendicontazione annuale dell’intermediario.
  4. Fondi pensione e previdenza complementare — hanno beneficiari propri e vanno reclamati; nella comunicazione periodica del fondo, spesso solo via email.
  5. Le polizze vita: compagnia, numero, beneficiari designati — se nessuno le reclama entro dieci anni dal decesso, la somma è persa; nel contratto cartaceo e negli addebiti dei premi.
  6. Le altre polizze: casa, auto, infortuni, la temporanea legata al mutuo — alcune pagano proprio in caso di morte, altre vanno disdette; l’agente le ha tutte, se sai chi è.
  7. Mutui, prestiti, carte di credito, fideiussioni — chi accetta l’eredità risponde anche di questi, e la Centrale dei Rischi non li elenca tutti; nel piano di ammortamento e negli addebiti mensili.
  8. Crediti da riscuotere: TFR, affitti, prestiti fatti a terzi, rimborsi fiscali — quello che nessuno sa, nessuno incassa; spesso solo in testa alla persona.

La casa e i beni (19–24)

  1. Gli atti di proprietà degli immobili e l’eventuale mutuo — servono per la successione e per la voltura catastale; l’originale è dal notaio, in casa c’è la copia, e la guida dice quale notaio.
  2. I contratti di affitto, come proprietario o come inquilino — vanno disdetti, volturati o continuati; nella cartellina della casa e registrati all’Agenzia delle Entrate.
  3. La cassetta di sicurezza: banca, chi ha la chiave, chi è autorizzato — alla morte dell’intestatario si apre solo con le formalità previste; è la voce più spesso scoperta per caso.
  4. Le chiavi: casa, seconda casa, cantina, garage, auto, cassetta della posta, e chi ne ha una copia — nessuna pratica le sostituisce; nel mazzo, nel cassetto dell’ingresso, da un vicino.
  5. Gli oggetti di valore e dove sono: gioielli, orologi, opere, collezioni — per la successione e per non farli sparire; nel posto che sa solo chi li ha messi lì.
  6. Auto e moto: dove sono, assicurazione, bollo, chi può guidarle nel frattempo — un veicolo fermo costa; nel cassetto dell’auto e nelle scadenze.

Il lavoro (25–27)

  1. Il datore di lavoro e il contratto, oppure la partita IVA, la società e le quote — spettanze, TFR e obblighi verso clienti e soci; nella busta paga, in Camera di commercio, dal commercialista.
  2. I contratti in corso con clienti e fornitori, se la persona lavorava in proprio — qualcuno deve chiuderli o continuarli; nel computer di lavoro, di solito protetto.
  3. La posizione previdenziale: INPS o cassa professionale — per la pensione ai superstiti e le rate da restituire; nel cassetto previdenziale online, quindi dietro un accesso.

I contratti che continuano da soli (28–31)

  1. Luce, gas, acqua: gestore e codice cliente — per la voltura o la cessazione; su qualsiasi bolletta, che però oggi arriva via email.
  2. Telefono, internet, TV: gestore, numero, intestatario — la linea del telefono è anche quella dei codici di sicurezza delle banche; nella bolletta e nel contratto.
  3. Abbonamenti e domiciliazioni: streaming, cloud, palestra, riviste, canone, TARI, donazioni ricorrenti — ogni contratto non chiuso continua a costare; nell’estratto conto, riga per riga.
  4. Gli affitti e le rate che entrano o escono ogni mese — per capire cosa si ferma quando il conto viene bloccato; nello stesso estratto conto.

La vita digitale (32–36)

  1. Il codice di sblocco del telefono — è la porta di tutto il resto: contatti, foto, codici delle banche; va scritto nel documento degli accessi, mai nella guida.
  2. L’email principale, e dove sono le credenziali — è lì che arrivano bollette, comunicazioni delle compagnie e i codici di recupero di ogni altro account.
  3. Il gestore di password, o il quaderno che ne fa le veci, e come si apre — una chiave sola per cento serrature; il posto e la chiave in due luoghi diversi.
  4. Foto, documenti e archivi: sul telefono, nel cloud, su un disco — è la parte che una famiglia rimpiange di più di aver perso; il nome del servizio e con quale account.
  5. Social, domini, criptovalute, account con valore economico — vanno chiusi, commemorati o trasferiti, e le criptovalute senza le chiavi non esistono più; nell’elenco degli accessi.

Salute e volontà (37–39)

  1. Terapie, allergie, farmaci e le disposizioni anticipate di trattamento, se depositate — servono mentre la persona è viva e non può parlare; nel comune o dal notaio, e una copia in casa.
  2. Il testamento: se esiste, dove sta, quale notaio — un olografo in un cassetto sconosciuto vale quanto uno mai scritto; dal notaio, in cassetta di sicurezza, in casa.
  3. Le volontà sul funerale e la donazione degli organi, e le lettere lasciate per qualcuno — si decidono in ore, e chi decide vorrebbe sapere cosa avresti voluto; in una busta insieme alla guida.

Gli animali (40)

  1. Chi si prende cura degli animali, il veterinario, i farmaci e le abitudini — sono i primi a restare senza qualcuno, il giorno stesso; sul frigorifero, e nella guida.

Il test dell’ora

Prendi un’ora, da solo, senza chiedere a nessuno e senza aprire il telefono di un’altra persona. Scorri le quaranta voci e conta quelle per cui sai rispondere a tutte e tre le domande: esiste? dove sta? chi la può aprire? Un «credo di sì» non conta. Poi manda questa pagina a chi, in famiglia, dovrebbe saperlo insieme a te, e confrontate i numeri: le voci che nessuno dei due trova sono la lista di quello che manca.

  • Sotto 20: la famiglia partirebbe da zero. Non è una colpa, è la norma: nella maggior parte delle case il sistema vive nella testa di una persona. Comincia dalle cinque voci più cercate: testamento, polizze vita, conti online, cassetta di sicurezza, codice del telefono.
  • Da 20 a 32: ci sono buchi precisi, di solito nella vita digitale e nel denaro. Scrivili in un pomeriggio: non le password, ma dove sono e chi le custodisce.
  • Da 33 in su: il lavoro è fatto, manca la parte che tutti trascurano. Almeno una persona deve sapere che la lista esiste e dove si trova, senza doverla leggere.

Cosa non deve stare in questa lista

Non i saldi, che cambiano ogni mese e invecchiano la guida in poche settimane: le cifre esatte le trova chi dovrà occuparsene, con la certificazione della banca alla data del decesso. E non le password, i PIN, i codici e le frasi di recupero: la lista di dove sono le cose può essere letta da chiunque la trovi, gli accessi no. Vanno in un documento separato, chiuso, in un altro luogo, e la guida dice solo che esiste e chi sa dov’è.

Rileggi le quaranta voci una volta l’anno, a data fissa, e ogni volta che cambia qualcosa di grosso: una casa, un matrimonio, una separazione, un figlio, un conto nuovo. In genere basta un’ora, la stessa del test.

Domande frequenti

Quali sono i documenti importanti da lasciare ai figli?

Non tanto i documenti quanto l’elenco di dove sono: identità e atti di stato civile, atti degli immobili, ogni banca e ogni polizza con i beneficiari, i debiti, i contratti in corso, il testamento e il notaio, i contatti dei professionisti, e in un documento separato gli accessi al telefono e all’email.

Cosa devono sapere i figli in caso di morte di un genitore?

Chi chiamare nelle prime ore, dove sono i documenti d’identità e gli atti, quali banche e compagnie avvisare, se esiste un testamento e dove, come sbloccare il telefono e l’email, e quali sono le volontà sul funerale. Il resto si ricostruisce; queste cose no, o si ricostruiscono in mesi.

Devo scrivere anche i saldi e le password?

No. I saldi cambiano e li certifica la banca quando servono; le password non vanno nella lista, che può essere letta da chiunque la trovi. Gli accessi stanno in un documento separato, conservato altrove, e la lista dice solo che esiste e chi sa dov’è.

Quali sono le cose che le famiglie non trovano più spesso?

Il testamento olografo scritto e mai detto a nessuno, le polizze vita di cui nessuno sapeva, i conti online che non mandano lettere, la chiave e l’autorizzazione della cassetta di sicurezza, e il codice di sblocco del telefono, che chiude dentro tutto il resto.

Quanto tempo ci vuole per mettere insieme le 40 cose?

Un pomeriggio per la prima stesura, se le carte sono in casa, e un’ora l’anno per aggiornarla. Non deve essere perfetta: deve esistere, ed essere trovata da almeno una persona che sa dov’è.

Meglio una lista su carta o sul computer?

Entrambe, con le stesse voci. Quella stampata è la sola che si trova nei primi giorni, quando telefono e computer sono bloccati; quella digitale serve a tenerla aggiornata senza riscriverla.

Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza legale, fiscale o notarile. Le procedure possono variare da caso a caso: per la tua situazione rivolgiti a un notaio, un avvocato o un commercialista.

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